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The tenacious legacy of Heinrich Ramras

di Paola Chinellato

Three grandchildren, 11 great-grandchildren and many more great-great-grandchildren: this is just part of the tenacious legacy of Heinrich Ramras (1887-1944), a textile merchant from Vienna that was imprisoned in the Urbisaglia internment camp from 1941 until 1943 and that was later transferred to Auschwitz, never to return.

On Monday 29th April those three grandchildren visited Urbisaglia, in the attempt to follow their grandfather’s last footsteps. Up until very recently, they didn’t know anything about Heinrich’s story: their mother Gertrude, Heinrich’s eldest daughter, never found the strength to tell them the sequence of events that led to his death at Auschwitz extermination camp. It was only when they found Heinrich’s letters to Gertrude that they could finally start piecing the past back together. Some of those letters were sent from a town called Urbisaglia, so that is where they started: they wrote to the town council, who in turn put them in contact with the local group of the Association of Italian Partisans, who has spent the last few years collecting documents and material concerning the Urbisaglia internees, including Ramras.

Upon arriving in Urbisaglia, Yedidya Games Honig, Jehudit Naomi Eduard and Ilana Shaul were welcomed by the mayor Paolo Giubileo, by members of the town council and by Giovanna Salvucci. The three siblings and Giovanna Salvucci then told as much of Heinrich’s story as each of them knew, trying to fill the gaps in his story, and then went to visit Villa Bandini, where the internment camp used to be. Yedidya, Jehudit and Ilana learned that Heinrich asked specifically to be transferred here (we don’t know where from) because he wanted to join his friend Paul Pollak, a Viennese physician (who, incidentally, would be the only Urbisaglia internee to return from Auschwitz); they learned that internees had a somewhat active social life, that they gave lessons to each other and that they took baths in the fountain; they even learned what he ate, thanks to the documents found in the Urbisaglia archive. «We are excited to be here because we didn’t know anything about the history of our grandfather, and when we came here it was touching, it made us cry to see where he spent three years of his life, before he was sent to the worst place. We wanted to feel the history of our family. We can see that it’s a nice place to be. We know that he had a social life here, he could speak to people and he could feel as a human being during the worst time in the history of the Jewish people

Urbisaglia, Giorno della Memoria 2019.

Anche quest’anno, per il Giorno della Memoria, il Comune e l’ANPI di Urbisaglia ricorderanno gli ebrei internati nel campo di Urbisaglia, in particolare tre membri della famiglia Hanau di Ferrara -Carlo e i suoi figli gemelli Primo e Secondo- che finirono nelle ‘liste’ delle persone sgradite al fascismo e furono internati ad Urbisaglia.

L’iniziativa si svolgerà domenica 27 gennaio alle ore 16.30 presso il Teatro Comunale e si aprirà con la presentazione del nuovo sito di informazione e ricerca sul campo di internamento di Urbisaglia curato da Giovanna Salvucci, presidente della sezione ANPI di Urbisaglia: «Sono molte le persone che, da ogni parte del mondo, ci contattano per avere informazioni sul luogo in cui i loro familiari trascorsero gli ultimi anni di vita prima di essere deportati nei campi di sterminio. Ci è sembrato utile, quindi, mettere a disposizione di tutti uno strumento flessibile e in continuo sviluppo per raccogliere i documenti e le fotografie che, anche grazie a questo sito, continuano ad emergere dal passato e ci aiutano a conservare la memoria delle persone che furono internate a Villa Bandini dal 1940 al 1943

Il pomeriggio proseguirà con l’intervento dell’Arch. Sara Baretta, che presenterà “Una storia ferrarese: Hanau Carlo, Primo e Secondo, internati politici nel campo di Urbisaglia”. La loro sorte di questi tre membri della famiglia Hanau, classificati ’ebrei puri’ perché la famiglia Hanau era tutta ebrea, fu segnata più per motivi politici che di ‘razza’. Il fratello Max e sua moglie, che mai si erano occupati di politica invece, verranno internati nel campo di concentramento di Fossoli e da qui inviati, il 5 aprile 1944, nel campo di concentramento di Auschwitz, dal quale non fecero ritorno. Riusciti a scampare alle retate nazifasciste anche grazie all’aiuto di alcuni cittadini maceratesi, dopo l’8 settembre Secondo e Primo furono attivi nella formazione partigiana della Banda Popoli, con ruoli di comando e di servizio, fino al passaggio del fronte.

L’iniziativa si concluderà con l’intervento del Prof. Carlo Hanau, figlio di Primo, che illustrerà la partecipazione della popolazione locale alla guerra di liberazione e la protezione degli ebrei e degli internati.

Gli internati di Urbisaglia: n. 14 Primo Hanau, n. 16 Secondo Hanau (foto G. Viterbo)